venerdì 10 dicembre 2010

CyberWar: la Svizzera rafforza la protezione

Il Consiglio Federale Svizzero ha esaminato i rapporti sulle minacce cyber che incombono sulla Svizzera e, tra le varie contromisure adottate, ha nominato a tempo determinato il divisionario Kurt Nydegger quale responsabile del progetto per la «Cyber Defence». Nydegger, che è stato per anni a capo della Divisione della guerra elettronica, dirigerà un gruppo di esperti che dovrà elaborare entro la fine del 2011 una strategia globale della Confederazione contro le minacce cyber. Tale strategia sarà finalizzata all'individuazione delle  misure atte ad affrontare, in maniera più rapida ed efficace, gli attacchi digitali eventualmente rivolti contro la Svizzera.

Questo ulteriore passo, contribuisce a collocare la Confederazione Svizzera tra i paesi maggiormente evoluti sul tema del contrasto delle minacce cyber. Viene infatti ad essere inserito in un contesto in cui sono già state realizzate numerose e interessanti iniziative, tra cui:
- il CERT svizzero, la "Centrale svizzera d’annuncio e d’analisi per la sicurezza dell’informazione" (MELANI) che, in stretta collaborazione con i privati, identifica le minacce rilevanti per le Svizzera e attua le relative strategie di contrasto e sensibilizzazione 
- la Politica di Sicurezza varata il 30 giugno scorso, in cui sono analizzate e tenute in debito conto anche la minacce di natura cyber 

Il Consiglio Federale Svizzero ha mostrato nel corso degli anni una notevole lungimiranza e consapevolezza sulla particolare vulnerabilità dei Paesi altamente sviluppati come la Svizzera verso gli attacchi informatici. Questi Paesi, infatti, dipendendo in larga misura dalle reti e dalle infrastrutture comunicative, sono estremamente sensibili ad attacchi che minano il funzionamento e l'accesso a tali reti con gravi ripercussioni al corretto funzionamento dello Stato, dell’economia e della società.

Lo Stato, nella visione del Consiglio Federale, deve quindi adottare misure per proteggersi da simili attacchi e attenuarne le possibili conseguenze.

Proprio come da noi...

2 commenti:

Paolo ha detto...

Quello che posso vedere, dal mio 'piccolo' punto di vista e' che in Italia non c'e' una strategia a lungo termine . O si lavora sull'emergenza oppure si pensa che il problema non ci toccherà mai. L'esempio svizzero nasce sulla scia di un evento che li ha colpiti ma riflette una mentalità - a livello governativo - piu' attenta a cio' che e' un possibile rischio per l'informazione in genere; piu' di quanto non venga fatto oggi da nostri.
Mi auguro di sbagliare, ma ho paura che non sia cosi'

Ciao
Paolo

Matteo Cavallini ha detto...

Ciao Paolo,

innanzitutto grazie per aver lasciato un commento.

Sono d'accordo con te, da noi manca la strategia, il problema è che questa "vacanza" ci penalizzerà per il futuro. Ogni giorno si accumulano notizie di paesi che hanno deciso di affrontare organicamente l'argomento. E non parlo solo di paesi altamente sviluppati... ieri il governo vietnamita ha fatto un comunicato stampa in base al quale hanno deciso un investimento di 42 milioni di dollari in 10 anni su questi temi. http://english.vietnamnet.vn/en/science-technology/2536/vietnam-to-invest--42-million-in-cybersecurity-to-counter-attacks.html

Forse dovremmo darci una svegliata...

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