giovedì 7 ottobre 2010

Information Warfare Conference Rome 2010

Come avevo promesso questa mattina su Twitter, eccomi (anche se un po' provato) a raccontare la "Prima Conferenza Annuale sull'Information Warfare" che si è tenuta oggi a Roma.

Data la numerosità degli interventi che ci sono stati (23 in un'unica giornata di lavoro) ho pensato di organizzare gli argomenti in questo modo. Stasera faccio un bilancio generale dell'evento e rimando a domani le considerazioni sugli specifici interventi che più mi hanno colpito.

Allora, prima di tutto, un grande plauso agli organizzatori che hanno realizzato un evento che, nella poca attenzione che normalmente viene data in Italia a questi argomenti, è certamente una grande sfida che è stata vinta. La capacità è stata quella di arrivare in un momento assolutamente propizio (dopo che in estate è stato pubblicato il documento del COPASIR sulle minacce alla sicurezza nazionale derivanti dall'uso dello spazio cibernetico) in cui l'attenzione mediatica e le aspettative generali sull'argomento sono molto alte. La sala piena per l'intero arco della mattinata e un buon numero di persone che sono rimaste fino alla fine mi fanno dire che l'intera operazione è stata un successo per gli organizzatori.

Per quanto riguarda i contenuti, direi che sono allineati a quella che è la realtà italiana. Cioè alcuni (pochi) interventi che riflettono una reale consapevolezza delle problematiche legate alla Cyberwar e altri interventi (molti) che si concentrano su tutto ciò che di malevolo ci può essere in un ambiente cyber. In fondo siamo un paese che non ha ancora affrontato un pieno spostamento dei propri processi vitali su Internet e quindi anche le consapevolezze profonde delle implicazioni che un attacco cyber potrebbe portare alla cittadinanza e al sistema paese nel suo complesso non sono ancora diffuse.

In generale, gli interventi più focalizzati al tema della giornata si sono concentrati sulle conclusioni del documento del COPASIR. E quindi: una richiesta forte verso i "decision makers" di varare una strategia complessiva sulla sicurezza e di istituire una struttura nazionale che abbia il compito di attuarla e di armonizzare gli approcci che fino ad oggi sono stati messi in campo in maniera poco organica (e quindi poco efficace). Inoltre è emerso, come forse era prevedibile per chi è un minimo addentro a queste cose, che quelli che sono più avanti nella comprensione delle tematiche sono gli alti gradi militari che hanno saputo esprimere, forse meglio degli altri settori della società civile, un lungimiranza ed una visione veramente degne di considerazione.

Volendo sintetizzare il messaggio di fondo che è venuto fuori dalla conferenza si può citare il passaggio di chiusura di Domenico Vulpiani che, avendo proiettato una diapositiva di Alinghi, metteva in evidenza come in Italia ci siano molte competenze ed alcune eccellenze ma manca un piccolo particolare... lo skipper.

A domani per i dettagli degli interventi a mio parere più interessanti...  

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Intanto grazie per il report. "gli alti gradi militari... hanno saputo esprimere... una lungimiranza ed una visione veramente degne di considerazione...".
Potresti spiegare meglio? Sono curioso :)
Grazie
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Pyerm

Matteo Cavallini ha detto...

Carissimo Pyerm,
ti voglio veramente ringraziare per l'attenzione che dedichi a Punto1. Ti rispondo solo ora perchè ho pubblicato il nuovo post dedicato agli interventi dove potrai leggere i resoconti e capire meglio cosa intendevo. In ogni caso mi riferivo agli interventi del Generale Gelao e del Comandante Somma che hanno dato una luce concreta al tema. Superando le tante speculazioni, a volte un po' vuote, che caratterizzano tanti interventi sulla Cyberwar.

Un caro saluto e... a presto.
Matteo

Paolo ha detto...

Grazie Matteo per la approfondita sintesi della conferenzama anche per i complimenti agli organizzatori: è stato un duro lavoro, ma ne è valsa la pena!
A presto
Ciao
Paolo

Matteo Cavallini ha detto...

Ciao Paolo,

da ciò scrivi desumo che tu sia uno degli organizzatori della conferenza. Grazie per i complimenti e soprattutto grazie per aver organizzato un evento nel quale si è cominciato a discutere pubblicamente di questi temi che riguardano l'intero paese e il ruolo che vogliamo avere in futuro.

Nel silenzio generale è stato un acuto veramente degno di nota.

In bocca al lupo per tutto e considerami già iscritto alla prossima edizione.

Saluti,
Matteo

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