mercoledì 1 settembre 2010

Piccoli muli crescono

E' notte nella St. Charles County in Missoury. Gli agenti di pattuglia sulla Interstate 70 hanno organizzato un posto blocco. 

Uno dei fermati si chiama Constantin Puiu ed è moldavo. 

Dopo un breve controllo gli agenti cominciano a diventare sospettosi. Che ci fa un moldavo con questi cellulari? E tutti questi soldi a che gli servono? Nel dubbio lo fermano per accertamenti. 

Gli agenti hanno fatto bingo. Più tardi troveranno 11 cellulari, quasi 60.000 dollari in contanti, 76 ricevute della Western Union e diverse false identità.

Constantin Puiu è un "mulo", cioè uno che ricicla denaro proveniente da traffici illeciti su Internet. Ma non è mulo qualunque. Constantin Puiu è un "supermulo", ha riciclato quasi 900.000 dollari con operazioni fittizie di compravendita di beni. La maggior parte di questi soldi sono poi stati spostati su conti in Romania e Spagna.

Dopo un breve processo Constatin è stato condannato a 46 mesi di carcere per diversi reati.

Questa breve storia non racconta solo le vicende private di un criminale, ma ci descrive un mondo che è in rapida evoluzione. Un mondo nel quale girano tanti soldi, più di quanti se ne riescano realmente a ripulire.  Un mondo nel quale il motore dei facili guadagni attira tante persone, che vengono in parte raggirate e in parte pensano di poter fare soldi facili. Un mondo che quasi sempre finisce per distruggere le vite di chi ci cade. Un mondo che, per raggiungere i propri scopi, finisce per schiacciare gli incauti che ci si avvicinano. Come è accaduto, ad esempio, questa estate, a quei ragazzi di Milano, incensurati e di ceto medio, che per pochi soldi, hanno accettato di compiere un reato e di legarsi a un'associazione a delinquere. Tutti loro, sono indagati a piede libero per truffa e alcuni anche per possesso di documenti falsi.

Se quando hanno ricevuto la prima mail con la proposta di "lavorare da casa" con "guadagni garantiti", si fossero fermati a pensare alle conseguenze, forse, adesso avrebbero molti guai in meno. Forse, se lo facessimo tutti noi quando rispondiamo a qualche mail di dubbia provenienza e di dubbia attendibilità, il phishing, lo spam e le truffe online non sarebbero fenomeni in espansione.

Forse.

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