martedì 1 giugno 2010

National Security Strategy: tutto il mondo è paese

Un paio di giorni fa è stato pubblicato il documento di strategia sulla sicurezza nazionale della presidenza Obama. Un documento molto articolato che affronta tematiche "di peso" come l'uso della forza, la cooperazione o gli investimenti in sicurezza.

Com'era lecito aspettarsi, dato che questa amministrazione sta investendo enormi risorse nel campo della cyber security, un paragrafo è anche dedicato al tema della sicurezza informatica.

Però, come potete leggere qui di fianco, con mia grande sorpresa, ho trovato un ben poco incoraggiante approccio.
Il tema, pur ribadendone la delicatezza e importanza, è trattato con una sorprendente superficialità e liquidato con un paio di indicazioni "da buon padre di famiglia".
In estrema sintesi ciò che viene detto è:
si deve investire in persone e tecnologiebisogna rafforzare le partnership

Nel primo punto si ribadisce che è necessario un lavoro finalizzato al miglioramento delle tecnologie di sicurezza e all'avvio di una campagna di sensibilizzazione sul tema; nel secondo punto si ragiona circa la necessità di lavorare assieme per raggiungere quegli obiettivi che altrimenti sarebbero fuori portata.

Se teniamo conto che questa amministrazione ha avviato una campagna di militarizzazione della sicurezza informatica e che sono stati investiti enormi fondi per la creazione di apparati difensivi e offensivi dedicati alla cyber war, la paginetta di questo documento mi sembra francamente un po' scarna.

Questo approccio mi sembra più in linea con le scelte di un paese come il nostro che non ha ancora avviato in maniera coordinata e coerente il tema della sicurezza informatica. Ma forse in fondo è proprio vero... 
tutto il mondo è paese.

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